Home Cultura Cultura Aosta

Castello di Issogne, restaurata la Fontana del Melograno: emerse tracce di colore

0
Castello di Issogne, restaurata la Fontana del Melograno: emerse tracce di colore
La Fontana del Melograno

Concluso l’intervento sul capolavoro del primo Cinquecento. Fotogrammetria, laser e scansioni 3D hanno accompagnato il restauro, che ha portato alla scoperta di microscopiche tracce cromatiche

Issogne – La Fontana del Melograno del Castello di Issogne torna visibile dopo un delicato intervento di restauro concluso nel luglio 2026. I lavori hanno interessato uno dei simboli del castello e un’opera di arte decorativa risalente al primo Cinquecento.

Il restauro ha inoltre fatto emergere microscopiche tracce di colore sui melograni, aggiungendo nuovi elementi alla conoscenza storica della fontana.

L’opera è caratterizzata dalla particolare chioma in ferro battuto, decorata con melograni e foglie di quercia. Le sue condizioni erano diventate particolarmente critiche a causa della secolare esposizione agli agenti atmosferici.

A rendere complessa la conservazione contribuiva anche l’interazione tra i diversi materiali della fontana: metallo, pietra e acqua.

Dalle scansioni 3D alla pulitura laser

Il progetto è stato realizzato dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale insieme alla Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta.

L’intervento è stato preceduto e accompagnato da indagini scientifiche e tecnologie utilizzate per conoscere nel dettaglio lo stato dell’opera.

Fotogrammetria, rilievi multispettrali e scansione 3D hanno consentito di documentare la fontana e seguire le diverse fasi attraverso un modello digitale dinamico.

Particolare attenzione è stata dedicata alla rimozione della verniciatura risalente al Novecento e degli strati degradati. Per questa operazione sono state combinate la pulitura meccanica e quella laser, con l’obiettivo di preservare la materia originale.

Sono state inoltre consolidate le fessurazioni provocate dall’espansione del ferro ossidato. Le superfici sono state successivamente protette attraverso un sistema acrilico-ceroso trasparente.

Proprio durante queste operazioni sono state individuate le microscopiche tracce cromatiche presenti sui melograni.

Per limitare il rischio di nuovi fenomeni di corrosione è stata presa anche una decisione sulla presenza dell’acqua. Il flusso interno della fontana non è stato ripristinato e sono state adottate specifiche soluzioni di protezione.

«Il restauro è stato l’approdo di un lungo lavoro interdisciplinare di studi, analisi e ricerche», ha spiegato Alfonso Frugis, presidente del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale.

Frugis ha sottolineato la collaborazione sviluppata negli anni tra il Centro e la Soprintendenza valdostana, ricordando i progetti e gli scambi di competenze realizzati dai due enti.

L’assessore Erik Lavevaz ha definito la Fontana del Melograno «uno dei simboli più riconosciuti e condivisi del nostro patrimonio culturale», evidenziando il valore dell’intervento per la leggibilità dell’opera.

Le visite dedicate al restauro

Il lavoro effettuato sulla fontana sarà anche al centro di alcuni appuntamenti organizzati in occasione di Plaisirs de Culture.

Martedì 22 settembre, alle 14.30 e alle 15.30, e giovedì 24 settembre, alle 16.30 e alle 17.30, sono previste le visite dal titolo La Fontana del Melograno tra storia e restauro.

Gli incontri saranno condotti in collaborazione con i restauratori del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale.