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Welfare, i valdostani sempre più digitali

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Negli ultimi 12 mesi, più di due valdostani su tre (69%) hanno cercato sul web informazioni sulla propria salute o quella di un familiare.

Secondo il report, i valdostani si rivolgono al web in primo luogo per cercare informazioni e consigli di autodiagnosi e per capire come affrontare una determinata patologia (78%), ma anche per ottenere indicazioni sull’impiego di integratori alimentari nella propria dieta (39%), sull’utilizzo di farmaci (33%) e sulle misure da adottare per prevenire l’insorgere di determinate problematiche (22%).

Vi è poi un 8% che pensa addirittura che, in futuro, blog, forum e siti Internet, spesso a cura di professionisti, potranno arrivare a sostituire in buona parte la figura del medico più tradizionale.

Sanità a tutto digital. Ma, naturalmente, il discorso non si limita all’utilizzo dei motori di ricerca. Gli abitanti della Valle d’Aosta vedono infatti di buon occhio la sanità digitale e i vantaggi che può apportare.

Tra i servizi ritenuti più utili, la possibilità di consultare referti medici e altri documenti clinici direttamente dal proprio pc o smartphone (65%). Seguono la possibilità di prenotare esami e visite specialistiche online (58%) e quella di comunicare con i medici (46%). Un’attenzione particolare viene riposta anche sulla telemedicina (35%), considerata un valido supporto soprattutto in caso di familiari non autosufficienti.

 

Il vantaggio maggiore? Per il 54% la comodità, intesa soprattutto come risparmio di tempo che risulta dal non dover fare code o doversi recare nella sede. A fronte di questo, tuttavia, i valdostani hanno individuato anche possibili svantaggi: il limite principale è l’esclusione degli utenti che non padroneggiano il digitale (54%), mentre quasi uno su cinque (19%) lamenta l’assenza del contatto personale con professionisti e addetti in grado di dare istruzioni o risolvere problemi specifici.

Capitolo app e wearable. Ovvero: dispositivi indossabili, come bracciali o orologi, che permettono di monitorare il proprio stato di salute.

A riguardo, gli abitanti della Valle d’Aosta si dimostrano, ancora una volta, piuttosto aperti all’innovazione: il 46% infatti li considera un valido alleato del proprio benessere e si dice propenso ad utilizzarli. Di questi, il 50% li utilizzerebbe per monitorare i parametri vitali e fisici (come ad esempio, pressione, frequenza cardiaca), anche a scopo preventivo, il 35% come promemoria per l’assunzione di farmaci e un ulteriore 23% per supportare lo svolgimento di un’attività fisica corretta, contrastando la sedentarietà.

Il 54% dei valdostani, tuttavia, si dice ancora piuttosto diffidente a riguardo. Le ragioni? Il 43% li considera una spesa non necessaria, il 21% non li ritiene affidabili, preferendo rivolgersi direttamente a un medico, mentre il 14% dichiara di non avere la costanza necessaria per utilizzarli in modo corretto.

 

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