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TELEFONINI. CODACONS CONTRO LA TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA

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telefonino-donnaROMA. 22 OTT. Il Codacons all’attacco contro la tassa di concessione governativa pagata dagli italiani per l’abbonamento per la telefonia mobile per un importo complessivo di 91 milioni di euro l’anno.

“Questo assurdo balzello (di importo pari a 5,16 euro al mese per i privati cittadini, 12,91 euro per le aziende) – si legge in una nota del Codacons – era originariamente diretto alle società telefoniche, che dovevano pagarlo per l’utilizzo delle frequenze.

Il Governo successivamente stabilì che la tassa dovesse essere pagata dai titolari di un contratto di abbonamento, in quanto il cellulare era considerato “bene di lusso”.

Però la Commissione Tributaria Regionale del Veneto e la Commissione Tributaria di Perugia con due recentissime sentenze non solo hanno riconosciuto che a seguito dell’entrata in vigore del Nuovo Codice delle Telecomunicazioni questa tassa non è più prevista, ma ne hanno addirittura affermato l’illegittimità e l’anacronismo, in un mercato in cui vigono le regole della liberalizzazione”.

Per questi motivi il Codacons ha deciso un’azione legale per far ottenere agli utenti il rimborso del balzello ingiustamente pagato negli ultimi 3 anni, per un valore complessivo pari a 273 milioni di euro.

A seguito di tali sentenze, il Codacons ha deciso di lanciare anche in Liguria una azione legale per far ottenere agli utenti il rimborso del balzello ingiustamente pagato negli ultimi 3 anni, per un valore complessivo pari a 273 milioni di euro in Italia.

Tutti i cittadini della regione che risultano titolari di abbonamenti per la telefonia mobile – spiega l’associazione – possono aderire all’iniziativa e chiedere la restituzione di quanto pagato, semplicemente seguendo le istruzioni riportate sul sito www.codacons.it

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